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10 novità da sapere sul nuovo Accordo Stato-Regioni sulla sicurezza del lavoro

Il nuovo Accordo Stato Regioni del 17 aprile 2025 sulla sicurezza sul lavoro rappresenta un passaggio importante per tutte le aziende, perché introduce regole più chiare ma anche più stringenti.

Non si tratta solo di aggiornare qualche procedura: cambiano le responsabilità, le modalità di formazione e il livello di controllo richiesto. In molti casi, sarà necessario rivedere l’organizzazione interna per essere davvero in linea con le nuove disposizioni.

Comprendere queste novità è fondamentale per evitare errori, sanzioni e possibili blocchi dell’attività. Per questo abbiamo raccolto i principali cambiamenti da conoscere e applicare fin da subito.

1 L'unificazione delle normative

Il nuovo Accordo segna un riordino complessivo del quadro normativo, accorpando e sostituendo disposizioni precedenti.

Per le aziende significa avere un riferimento più chiaro, ma anche la necessità di verificare che tutto sia aggiornato secondo le nuove regole.

Diventa quindi essenziale rivedere procedure e percorsi formativi, assicurandosi che siano realmente conformi e adeguati al contesto operativo.

2 Responsabilità del datore di lavoro

Tra i cambiamenti più importanti c’è quello che riguarda il ruolo del datore di lavoro. Non basta più organizzare o finanziare la formazione: oggi è necessario dimostrarne l’efficacia.

La semplice partecipazione a un corso non è sufficiente. L’azienda deve poter dimostrare che il lavoratore ha davvero acquisito le competenze richieste.

È un passaggio che segna un cambio di approccio: la formazione non è più vista come un obbligo formale, ma come uno strumento reale per prevenire rischi e migliorare la sicurezza.

3 Spazi confinati

Gli spazi confinati entrano a pieno titolo nel nuovo Accordo, andando a integrare quanto già previsto dal DPR 177/11.

Si tratta di un ambito particolarmente delicato, che riguarda attività come manutenzioni, pulizie industriali e interventi nel settore idrico. In questi contesti, la formazione non può essere improvvisata, ma deve essere mirata, pratica e adeguatamente documentata.

Per le aziende coinvolte, questo si traduce in una maggiore attenzione sia nella scelta dei percorsi formativi sia nella qualità dell’addestramento operativo.

In questo ambito, è possibile fare riferimento al corso per ambienti confinati di Safety Pro Work, progettato per garantire una preparazione concreta e conforme alle normative vigenti.

4 Carroponte

Anche l’utilizzo del carroponte rientra tra le attività che richiedono un’abilitazione specifica.

Si tratta di una novità destinata ad avere un impatto concreto su molte realtà, in particolare officine, aziende produttive e comparti logistici, dove questo tipo di attrezzatura è utilizzato quotidianamente.

Come già accade per il muletto, non sarà più possibile affidarsi all’esperienza o alla formazione informale: per ottenere il patentino gli operatori dovranno seguire percorsi strutturati, con una preparazione adeguata e certificata.

Per le aziende, questo significa organizzarsi per tempo, verificare la situazione interna e assicurarsi che tutti gli addetti siano in regola, evitando così criticità operative e possibili sanzioni.

5 Formazione del preposto

Stop definitivo all’e-learning per la formazione del preposto.

Il nuovo Accordo stabilisce che questo percorso debba essere svolto esclusivamente in presenza, con l’obiettivo di garantire una preparazione più concreta ed efficace.

Chi ricopre questo ruolo, infatti, ha il compito di vigilare direttamente sulle attività e intervenire in caso di rischio. Per questo motivo è fondamentale che la formazione non sia mediata da uno schermo, ma preveda un confronto diretto con il docente e momenti pratici di apprendimento.

Si tratta di una scelta che rafforza ulteriormente il ruolo del preposto, sempre più centrale nella gestione della sicurezza sul lavoro.

6 Aggiornamenti del preposto

Cambia anche la frequenza dell’aggiornamento per i preposti: non più ogni 5 anni, ma ogni 2 anni. Una scelta che riflette la crescente attenzione verso questa figura, oggi sempre più centrale nella gestione della sicurezza operativa. Il preposto, infatti, è a tutti gli effetti un punto di riferimento sul campo, con responsabilità più definite e la possibilità di intervenire anche interrompendo le attività in caso di rischio.

Per le aziende, questo significa monitorare con maggiore continuità le scadenze formative e garantire un aggiornamento costante, in linea con le nuove disposizioni. In questo contesto, il supporto di figure specializzate come il servizio di RSPP esterno di Safety Pro Work formativi e organizzativi legati alla sicurezza.

7 Formazione specifica

Per i settori a rischio medio e alto, la formazione specifica non può più essere delegata interamente alle piattaforme online.

L’Accordo punta a riportare al centro la qualità e la concretezza della formazione, soprattutto nei contesti in cui i rischi sono più elevati. Questo significa dare maggiore spazio alla pratica, al confronto diretto e a un apprendimento realmente efficace.

Per le aziende, diventa quindi fondamentale scegliere percorsi formativi adeguati, in grado di garantire non solo la conformità normativa, ma anche una preparazione solida e applicabile sul campo.

In questo ambito, affidarsi a partner specializzati fa la differenza, perché consente di strutturare percorsi formativi completi, aggiornati e realmente utili per la sicurezza operativa.

8 La formazione ed il suo registro

La formazione non può più essere gestita come una semplice autocertificazione informale.

Il nuovo Accordo richiede la presenza di un registro che documenti in modo preciso anche le prove pratiche svolte durante l’addestramento. Non basta quindi attestare la partecipazione: è necessario dimostrare cosa è stato fatto e come.

Senza questa documentazione, la formazione rischia di essere considerata nulla in caso di controlli ispettivi, con tutte le conseguenze del caso.

9 Requisiti dei centri di formazione

Per contrastare il fenomeno dei certificati facili, il nuovo Accordo introduce criteri più stringenti per i soggetti formatori.

L’obiettivo è chiaro: garantire percorsi formativi realmente validi e ridurre il rischio di corsi poco seri o non conformi.

Per le aziende, questo significa prestare ancora più attenzione nella scelta del partner formativo. Affidarsi a realtà qualificate e aggiornate non è solo una questione di conformità normativa, ma anche di tutela concreta per l’attività e per le persone.

10 Sanzioni e sospensione

Con le nuove disposizioni, la mancanza di formazione o di un addestramento adeguato non è più una semplice irregolarità.

Le conseguenze possono essere molto concrete: sospensione dell’attività e sanzioni sia penali che amministrative. Un rischio che oggi le aziende non possono permettersi di sottovalutare.

Adeguarsi in modo corretto non è solo una questione normativa, ma una scelta necessaria per garantire continuità operativa e tutela reale.

Il nuovo Accordo Stato Regioni richiede un approccio più strutturato, consapevole e aggiornato alla sicurezza sul lavoro.

In questo contesto, affidarsi a un partner competente diventa fondamentale. Safety Pro Work supporta le aziende con percorsi formativi aggiornati, consulenza specializzata e strumenti in grado di certificare in modo preciso tutte le attività svolte.

Un supporto concreto per affrontare le nuove disposizioni con sicurezza e senza imprevisti.

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Foto Francesco Limido
Francesco Limido | Istruttore sicurezza sul lavoro

Francesco Limido è un consulente e formatore con oltre venticinque anni di esperienza nella sicurezza sul lavoro. Specializzato in D.Lgs. 81/08, è abilitato come coordinatore per la sicurezza, RSPP e formatore qualificato. Ha maturato competenze avanzate in lavori in quota, spazi confinati, DPI di terza categoria e prevenzione incendi. Ha fondato Safety Pro Work, società dedicata alla consulenza e formazione aziendale. Offre soluzioni concrete e aggiornate per supportare le imprese nella gestione della sicurezza e della prevenzione.

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